Il coniglio da compagnia
gestione domestica e alimentazione

Il coniglio (Oryctolagus cuniculus), appartiene alla famiglia dei leporidi dell'ordine dei Lagomorfi, non è quindi un roditore dai quali si differenzia, come tutti i lagomorfi, per la presenza di quattro denti incisivi superiori al posto di due. Esistono numerose razze, che si differenziano per taglia, peso, lunghezza e colore del mantello, forma del cranio e delle orecchie.

La vita media si aggira attorno agli 8 - 12 anni (potenzialmente fino a 15).

Gestione domestica e riproduzione

Il coniglio è un animale che ha bisogno di un ambiente stimolante sia dal punto di vista fisico che mentale quindi dovrebbe essere tenuto in gabbia solo per il tempo in cui deve stare da solo in casa, è un animale sociale ed ha bisogno di poter esplorare, giocare e interagire con le persone per almeno alcune ore al giorno, il tutto sotto stretto controllo. L'ambiente in cui viene lasciato deve essere "a prova di coniglio" in quanto, questo piccolo animaletto, può causare notevoli danni e soprattutto andare incontro a grossi rischi per la propria salute. Devono essere rimossi tutti gli oggetti fragili e di valore, le piante in vaso e i tappeti, è importante rimuovere o ricoprire tutti i fili elettrici e proteggere dall'urina, con teli impermeabili, l'arredamento e le tappezzerie.
Il coniglio è un animale che sopporta bene le basse temperature (se acclimatato gradualmente e correttamente) ma non il caldo (sopra i 30°C rischia di andare incontro ad un colpo di calore), è importante quindi fornirgli un ambiente fresco (non in corrente d'aria) soprattutto in estate e se all'aperto deve poter usufruire di una zona ombreggiata e fresca nella quale ripararsi.
La gabbia nella quale confinarlo quando non può essere tenuto sotto controllo deve essere sufficientemente lunga da permettere al coniglio di fare almeno due o tre balzi e abbastanza alta da permettergli di alzarsi sugli arti posteriori. La lettiera ideale è costituita da trucioli di legno o pellet di carta riciclata ricoperti da uno strato di fieno, tutti gli altri tipi di substrato (ghiaino per gatti, paglia, stoffa…) sono controindicati in quanto tossici o lesivi per gli arti con conseguente rischio di insorgenza di pododermatite, una condizione patologica che colpisce soprattutto, ma non esclusivamente, gli arti posteriori e che può diventare anche molto grave, per questo motivo la gabbia va pulita molto frequentemente.

È spesso consigliata la sterilizzazione dei conigli che non si intende riprodurre in quanto riduce i fenomeni di aggressività e la marcatura della casa con feci e urine, nella femmina è un’importante arma di prevenzione contro importanti patologie legate alla sfera riproduttiva tra le quali tumori a mammelle, utero e ovaie

Alimentazione

La migliore gestione alimentare si ottiene tendendo sempre bene a mente che il coniglio è un erbivoro obbligato e che in natura si nutre di erba e piante erbacee.
Il suo apparato digerente è molto particolare, necessita di grandi quantità di fibre che permettono un corretto consumo dei denti e mantengono un’efficiente motilità intestinale e una corretta attività della flora batterica residente nell’intestino.
La dieta ideale sarebbe costituita dall’erba presente nei nostri giardini (ad esempio tarassaco e trifoglio), molto facile per coloro che hanno la fortuna di avere un a disposizione uno spazio verde dove alloggiare in tutta sicurezza il coniglio. Per gli esemplari che vivono in appartamento la dieta corretta consiste in fieno somministrato a volontà, il fieno deve essere di buona qualità, possibilmente di erbe miste, è consigliabile evitare i fieni di erba medica.
Nella dieta del coniglio non deve assolutamente mancare una piccola quantità di vegetali freschi, in sostituzione dell’erba (preferibile) si possono usare verdure fresche, meglio se fibrose, vanno bene radicchi, cicorie, carote (in quantità limitata), indivia, sedano, peperoni, coste, finocchi, ravanelli, carciofi. Sono da evitare, o comunque da somministrare saltuariamente e in piccola quantità, cavoli, cavolfiori, broccoli, verze e spinaci che sono troppo ricchi di ossalati. I vegetali ricchi di calcio (erbe aromatiche, tarassaco, erba medica) non vanno somministrato dopo i sei mesi poiché potrebbe predisporre a problematiche urinarie. Le verdure devono essere sempre ben lavate e non troppo fredde, non è necessario asciugarle prima di offrirle al nostro coniglio, in fin dei conti in natura mangerebbe l’erba anche se bagnata da pioggia o rugiada.
La frutta va somministrata molto di rado e in quantità piuttosto ridotte in quanto tende a far ingrassare troppo il coniglio portandolo pian piano all’obesità. Il pellet per conigli può essere tranquillamente evitato, non è indispensabile, la sua struttura fisica non consente una corretta masticazione e non apporta la giusta quantità di fibra lunga, se si vuole, lo si può somministrare ma non in quantità superiore al mezzo cucchiaio al giorno e deve essere rigorosamente composto solo da fieno e vegetali.
Tutti gli alimenti che contengono cereali e loro derivati, carboidrati in generale (biscotti, pane, dolci, snack commerciali per conigli, etc.) e semi di varia natura, vanno assolutamente evitati in quanto: causano patologie dentali dovute a una non corretta masticazione, disturbi intestinali derivanti da un’alterazione della flora microbica e, essendo troppo energetici, obesità con conseguenti disturbi epatici e renali.
Sono da considerare tossici le parti verdi delle solanacee (patate, pomodori, melanzane) e la cioccolata, oltre ai succitati carboidrati che a dosi elevate causano delle gravissime enteriti acute che portano rapidamente a morte il coniglio.
È importate conservare correttamente il fieno e le verdure affinché non si formino muffe, a volte invisibili, che possono essere fonte di intossicazione da micotossine.
I cambi di alimentazione devono essere sempre molto graduali al fine di non causare alterazione della flora microbica intestinale con conseguenti enteriti.
L’acqua deve essere sempre a disposizione e pulita, cambiata almeno una volta al giorno, gli abbeveratoi a goccia risultano più igienici ma le ciotole rispecchiano maggiormente le necessità fisiologiche del coniglio (in natura non esistono beverini…) si possono quindi usare contemporaneamente ciotole e abbeveratoi.

Visite dal veterinario e profilassi

Indipendentemente dalle profilassi vaccinali è importantissimo far eseguire dal veterinario delle visite di controllo ogni 4-6 mesi, molto spesso i conigli malati (per esempio affetti da patologie dentali, ma non solo) non manifestano sintomi (o ne manifestano in maniera appena percettibile) fino a quando la situazione non diventa grave, per questo motivo è importante che un veterinario con una preparazione specifica visiti di frequente il coniglio da compagnia in maniera approfondita.

Il coniglio può essere protetto dai parassiti esterni con appositi prodotti, prima di applicare qualsiasi tipo di antiparassitario è importante chiedere consiglio al veterinario in quanto molti prodotti normalmente usati nel cane e nel gatto possono presentare grave tossicità, spesso mortale, nel coniglio.

Il coniglio va vaccinato contro 2 importanti malattie virali presenti in forma endemica in molte zone d'Italia.

Mixomatosi

È una malattia virale che può essere trasmessa sia per via diretta da soggetti malati a soggetti sani, sia per via indiretta tramite artropodi (zanzare, pulci, zecche, ecc.). L’incubazione è di 5-15 giorni, i sintomi comprendono abbattimento, scolo oculare, rigonfiamenti cutanei sulla testa e gli arti, infiammazione degli organi genitali, la morte sopraggiunge in 5-10 giorni, non esiste alcuna terapia. La vaccinazione va eseguita ogni 12 o 6 mesi (a seconda del vaccino scelto dal veterinario – attualmente per il coniglio da compagnia è registrato solo un prodotto bivalente con copertura annuale), è sempre consigliata negli animali da compagnia e può essere eseguita a partire dai 30 giorni di vita.

Malattia emorragica virale (MEV)

Trattasi di una malattia virale che può essere trasmessa per via sia diretta sia indiretta tramite artropodi. Il periodo di incubazione dura circa 36-72 ore. La malattia si manifesta in modo iperacuto con emorragie dal naso, dalla bocca e dall’ano, starnuti, crisi eccittativo-convulsive, spasmi e morte nel giro di poche ore, a volte la morte sopraggiunge improvvisamente senza la manifestazione di sintomi. Non esiste una terapia efficace. La prima vaccinazione si può eseguire a 2 mesi di vita con successivi richiami annuali o semestrali a seconda del prodotto usato.